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Guarire il cuore

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  • 07/09/2021

Pubblichiamo l’omelia tenuta dall’Arcivescovo di Milano, mons. Mario Delpini durante la S. Messa celebrata a Carpesino di Erba nella Festa di santa Gemma e nel Terzo centenario della Congregazione dei Passionisti e trasmessa in diretta da Radio Mater.

 

Guarire il cuore

 

1 Lavare le stoviglie.

C’è una religione facile. Rendere culto a Dio lavando le mani, lavando i bicchieri, tenendo pulita la casa. Nel tempo della pandemia le chiese e le case, le scuole e i negozi sono stati sanificati come non mai. L’attenzione alla pulizia, alla sanificazione è diventata una buona prassi. Forse è diventata anche una ossessione. Talvolta anche un ostacolo: non si può entrare in chiesa, dobbiamo sanificare. Non si può entrare in chiesa, i posti disponibili sono tutti occupati. È stato un impegno che ha avuto bisogno di molti. Siamo orgogliosi di essere riusciti provvedere bene, sempre e dappertutto. Ma è una religione facile quella che ci concentra sulla pulizia esteriore.

2 Osservare molte altre cose per tradizione (Mc 7,4).

C’è un’altra religione facile. Rendere culto a Dio osservando le abitudini, i calendari, le scadenze, le iniziative da organizzare. Fare le cose come le abbiamo sempre fatte, anche se siamo diventati di meno e siamo diventati più vecchi. Rendere culto a Dio con gli adempimenti previsti. È bello mantenere vive le tradizioni e provvedere con passione a organizzare gli eventi. Si dà gloria a Dio rievocando emozioni d’infanzia, ricordando la devozione dei nonni e dei genitori. Ma è una religione facile quella che osserva molte cose per tradizione.

3 Dal di dentro, cioè dal cuore degli uomini (Mc 7,21).

C’è una religione difficile. Il culto gradito a Dio è quello che viene dal cuore. Ma il cuore degli uomini è un grande mistero. Dentro l’animo umano si aggrovigliano splendori di virtù e abissi di iniquità: impurità, furti, omicidi, adulteri, avidità, malvagità, inganno, dissolutezza, invidia, calunnia, superbia, stoltezza.
Ecco il culto gradito a Dio, quello offerto da un cuore puro.

4 La via della purificazione.

Come potrà essere purificato, guarito, salvato il cuore umano. Gesù ha percorso per questo la via della croce fino alla discesa agli inferi. Gesù guarisce l’uomo perché entra nell’abisso del peccato del male. Ama i figli di Dio a tal punto da lasciare che i figli degli uomini riversino su di lui tutto il peggio che hanno dentro e continua ad amarli quando loro lo torturano e così semina in loro l’amore.

  • E tu mi vuoi tanto bene. Ti vorrei amare tanto, Gesù. Ma così chi ti ha ridotto? Chi ti ha ucciso? Mandami pure da patire; così potrò dire che ti saprò amare. Una goccia del sangue tuo mettila sul cuore mio; poi vedrai che ti amo tanto per amor tuo; e poi, Gesù, mi devi far leggere nel tuo cuore.
    Ti ha ucciso proprio l’amore! Gesù, fammi morire anche me di amore… Sarebbe un tormento la vita: non c’è persona nel mondo che possa consolare gli affetti miei, che tu. Le spine, la croce, i chiodi, tutto è opera di amore. Si fa così a amare?… (estasi, 5 settembre 1899).

Santa Gemma ha seguito Gesù, fino a entrare nell’abisso. Santa Gemma non ha fatto niente, se vogliamo esprimerci così: non ha lavorato, non ha insegnato, non ha creato opere di carità, non ha aiutato le persone nel bisogno. Ha condiviso le sofferenze di Gesù, è entrata con lui nell’abisso del male e ha continuato ad amare. Ha avvertito tutto il male del maligno, tutta la volgarità, tutta la meschinità, tutta la violenza, tutta la cattiveria che il cuore umano può ospitare e lì ha continuato a seminare amore, docilità all’amore di Dio.

La celebrazione di santa Gemma suggerisce di percorrere la via della religione difficile, quella che scende nell’abisso del cuore umano con la croce di Gesù perché il cuore sia purificato.

Santa Gemma quindi ci invita a praticare la religione difficile, con la fede che la potenza di Dio può vincere il male più segreto.
Decidiamo qualche passo della religione difficile.

* Riconosco il male che c’è in me. Non sono tutto male, non sono tutto sbagliato. Riconosco il male che c’è in me per riconoscere che il Padre mi ama così come sono. Non perché sono perfetto, non perché sono vestito bene e ammirato dagli altri per le apparenze. Sono un peccatore. Il male che c’è intorno a me, in casa mia, nell’ambiente in cui vivo e lavoro non è tutto colpa mia, ma io ci metto la mia parte. Non posso dare sempre la colpa agli altri. La sincerità può essere l’inizio della conversione. Chi si dà sempre ragione perché dovrebbe cambiare? Principio della sapienza è il timore del Signore, principio della conversione è la sincerità nel riconoscere il proprio peccato.

  • Specialmente io, che continuamente l’offendo, ed ho il coraggio nientemeno di aggiungere nuove spine a quel serto crudele che gli circonda il cuore. Povero Gesù! Ma Gesù, sa in che modo si vendica delle mie infedeltà? Mi fa spesso vedere le sue piaghe, le sue mani grondanti Sangue di redenzione, col suo Cuore consumato in un incendio di carità, con le braccia aperte per stringerci, e mi dice che è tutto vittima del suo grande amore per noi. (Lettera alla Sig.a Annetta Giannini)

* Riconosco che nel mio male, nel mio peccato entra Gesù con la sua croce e i santi amici con le loro sofferenze innocenti. Non sono solo. Non sono abbandonato. Gesù non si ritrae con ribrezzo dal mio peccato, ma anzi entra in casa mia, come già ha fatto, nella casa dei peccatori.

* La presenza di Gesù e dei santi crocifissi rende possibile non solo controllare e dominare il male che c’è dentro, ma estirpare il male e vivere con cuore puro. Ogni vizio può essere vinto e l’inclinazione cattiva diventa un tratto positivo dell’uomo nuove che rinasce per opera di Spirito Santo. L’ira diventa passione per il bene, l’avidità che induce a rubare, diventa sobrietà che sa risparmiare, l’impurità diventa sensibilità e intensità di sentimenti, l’inganno diventa prudenza per non essere indiscreti e incapaci di tenere i segreti.