Radio Mater

Il Papa: non è una raccolta di fioretti La Quaresima, viaggio di ritorno a Dio

  • In home
  • 20/02/2021

Nell’Eucaristia del Mercoledì delle Ceneri l’invito a liberarsi dai lacci seducenti dei vizi, dalle false sicurezze dei soldi, dall’apparire, dal vittimismo. Il segno penitenziale imposto a Francesco dal cardinale Comastri

 

Il Papa: non è una raccolta di fioretti
La Quaresima, viaggio di ritorno a Dio

 

La Quaresima è «un viaggio di ritorno a Dio». La Quaresima è «il tempo per verificare le strade che stiamo percorrendo, per ritrovare la via che ci riporta a casa, per riscoprire il legame fondamentale con Dio, da cui tutto dipende». La Quaresima «non è una raccolta di fioretti», ma «è discernere dove è orientato il cuore». Lo ha ricordato papa Francesco nell’omelia pronunciata durante la Messa con il rito di benedizione e imposizione delle ceneri presieduta ieri mattina, Mercoledì delle Ceneri, all’Altare della Basilica di San Pietro. A causa del Covid la liturgia che segna l’inizio della Quaresima si è svolta infatti in Vaticano e non, come da tradizione, nella chiesa di Santa Sabina sull’Aventino. Il viaggio della Quaresima, ha rimarcato il Pontefice, è «un esodo dalla schiavitù alla libertà ». Sono quaranta giorni che ricordano i quarant’anni in cui il popolo di Dio viaggiò nel deserto per tornare alla terra di origine. Ma come fu difficile questo viaggio per gli ebrei così è difficile oggi per noi perché « ostacolato dai nostri malsani attaccamenti » , perché « trattenuto dai lacci seducenti dei vizi, dalle false sicurezze dei soldi e dell’apparire, dal lamento vittimista che paralizza».

Ma come procedere nel cammino quaresimale verso Dio in modo da “smascherare queste illusioni”? In questo, ha spiegato Francesco, ci aiutano tre «viaggi di ritorno che la Parola di Dio ci racconta». Il primo viaggio è quello del figlio prodigo, attraverso questo cammino «capiamo che pure per noi è tempo di ritornare al Padre». Perché dopo le nostre cadute è «il perdono del Padre che ci rimette sempre in piedi », è «il perdono di Dio, la Confessione» il primo passo del nostro viaggio di ritorno. E qui il Papa si è raccomandato ai confessori: «Siate come il padre, non con la frusta, con l’abbraccio».

Il secondo viaggio è quello del lebbroso risanato che torna a ringraziare Cristo, e questo ci aiuta a ricordare che dobbiamo «ritornare a Gesù». Infatti «tutti abbiamo delle malattie spirituali, da soli non possiamo guarirle; tutti abbiamo dei vizi radicati, da soli non possiamo estirparli; tutti abbiamo delle paure che ci paralizzano, da soli non possiamo sconfiggerle». Ecco quindi che «abbiamo bisogno di imitare quel lebbroso, che tornò da Gesù e si buttò ai suoi piedi», perché «ci serve la guarigione di Gesù».

Terzo invito è quello di «ritornare allo Spirito Santo». Perché non si può «vivere inseguendo la polvere, andando dietro a cose che oggi ci sono e domani svaniscono». Ma bisogna tornare «a pregare lo Spirito Santo, riscopriamo il fuoco della lode, che brucia le ceneri del lamento e della rassegnazione».

Francesco ha poi sottolineato che nella Quaresima questo nostro «viaggio di ritorno a Dio» è possibile «solo perché c’è stato il suo viaggio di andata verso di noi». Perché «prima che noi andassimo da Lui, Lui è sceso verso di noi». Perché «la conversione del cuore, con i gesti e le pratiche che la esprimono, è possibile solo se parte dal primato dell’azione di Dio». Infatti «a farci ritornare a Lui non sono le nostre capacità e i nostri meriti da ostentare, ma la sua grazia da accogliere». Infatti «ci salva la grazia, la salvezza è pura grazia, pura gratuità». Ecco quindi che «l’inizio del ritorno a Dio è riconoscerci bisognosi di Lui, bisognosi di misericordia».

Questa «è la via giusta, la via dell’umiltà».

La Quaresima insomma «è una discesa umile dentro di noi e verso gli altri». È «capire che la salvezza non è una scalata per la gloria, ma un abbassamento per amore». È «farci piccoli». E in questo cammino, per non perdere la rotta, è necessario mettersi «davanti alla croce di Gesù» che «è la cattedra silenziosa di Dio». Così, ha concluso Francesco, baciando le piaghe di Cristo «capiremo che proprio lì, nei buchi più dolorosi della vita, Dio ci aspetta con la sua misericordia infinita » . Perché « lì, dove siamo più vulnerabili, dove ci vergogniamo di più, Lui ci è venuto incontro. E ora ci invita a ritornare a Lui, per ritrovare la gioia di essere amati».

Al termine dell’omelia c’è stato il rito delle Ceneri. Al Papa sono state imposte dal cardinale Angelo Comastri, arciprete della Basilica vaticana.

Da Avvenire del 18 febbraio 2021