Radio Mater

Eutanasia: LIBERTA’ o CATENE?

  • In home
  • 21/11/2021

Eutanasia: LIBERTA’ o CATENE?

 

Ogni uomo è unico e irripetibile e la sua vita ha un valore immensamente grande.

 

Questo termine, ormai di moda in tutti i Paesi del mondo, deriva dalla parola greca εὔθανασία, composta da εὔ = bene, e θάνατος = morte cioè buona morte. Sono molte le tipologie per “somministrare” questa “dolce morte”, ad esempio:

  • ° attiva diretta quando il decesso è provocato tramite la somministrazione di farmaci che inducono la morte
  • ° attiva indiretta con l’uso di morfina che provoca la diminuzione dei tempi di vita
  • ° passiva quando è provocata dall'interruzione o dall'omissione di un trattamento necessario per vivere
  • ° volontaria quando lo chiede il paziente

da non confondere con il suicidio assistito o la terapia del dolore.

Lo Stato cosa dice in merito? Bisogna dire ed “urlare” che l’eutanasia attiva non è assolutamente normata dai codici del nostro Paese: ragion per cui essa è assimilabile all’omicidio volontario (articolo 575 del codice penale). Nel caso si riesca a dimostrare il consenso del malato, le pene sono previste dall’articolo 579 (omicidio del consenziente) e vanno comunque dai sei ai quindici anni. Anche il suicidio assistito è considerato un reato, ai sensi dell’articolo 580. Va tuttavia precisato che, nel novembre 2017, il tribunale di Milano ha stabilito che non si può ostacolare la volontà di chi vuole recarsi all’estero per ottenere il suicidio assistito. Nel caso di eutanasia passiva, pur essendo anch’essa proibita, la difficoltà nel dimostrare la colpevolezza la rende più sfuggente a eventuali denunce.

Ma la Chiesa, le Religioni cosa dicono in merito a questo “diritto”?

Nell'Islam, ad Allah è attribuito il titolo di Colui che fa vivere o morire". Nella Sura IV, l'Islam proibisce esplicitamente il suicidio ed in particolare l'eutanasia, vietando parimenti l'omicidio, che è considerato alla stregua di un "suicidio spirituale" da parte del peccatore, che con la propria condotta determina la sua dannazione eterna.

La Chiesa, nei paragrafi 2277, 2278 e 2279 del Catechismo , è contraria ad ogni forma d'eutanasia, attiva od omissiva, mentre incoraggia il ricorso alle cure palliative. Consente invece di sospendere, dietro richiesta del paziente, procedure mediche che risultino onerose, pericolose, straordinarie o sproporzionate rispetto ai risultati attesi; vale a dire che configurino accanimento terapeutico. La Chiesa insegna inoltre che le cure che d'ordinario sono dovute all'ammalato, come l'idratazione e la nutrizione artificiale, non possono essere sospese qualora si preveda come conseguenza la morte del paziente per fame e per sete. Si configurerebbe, in questo caso, una vera e propria eutanasia per omissione. Nella lettera Samaritanus bonus della Congregazione vaticana per la Dottrina della fede leggiamo: «La Chiesa ritiene di dover ribadire come insegnamento definitivo che l'eutanasia è un crimine contro la vita umana perché, con tale atto, l'uomo sceglie di causare direttamente la morte di un altro essere umano innocente. Coloro che approvano leggi sull'eutanasia e il suicidio assistito si rendono complici del grave peccato che altri eseguiranno. Costoro sono altresì colpevoli di scandalo perché tali leggi contribuiscono a deformare la coscienza, anche dei fedeli».

L'eutanasia, spiega ancora l'ex Sant'Uffizio, «è un atto intrinsecamente malvagio, in qualsiasi occasione o circostanza. Tale dottrina è fondata sulla legge naturale e sulla Parola di Dio scritta, è trasmessa dalla Tradizione della Chiesa ed insegnata dal Magistero ordinario e universale e qualsiasi cooperazione formale o materiale immediata a un tale atto è un peccato grave contro la vita umana". "Dunque, l'eutanasia è un atto omicida che nessun fine può legittimare e che non tollera alcuna forma di complicità o collaborazione, attiva o passiva». Le parole sono forti, urlano al cuore ed alla coscienza ma…non sono nuove.

Infatti già nel 1965 durante il Concilio Ecumenico Vaticano II, la Costituzione pastorale sulla Chiesa nel mondo contemporaneo Gaudium et Spes contiene la prima o una delle prime citazioni esplicite dell'eutanasia in documenti dottrinali. Nel salutare i vescovi americani nel 1975 san Giovanni Paolo II così disse: «l'eutanasia o l'uccisione per pietà... è un grave male morale... Tale uccisione è incompatibile col rispetto per la dignità umana e la venerazione per la vita, confermo che l'eutanasia è una grave violazione della Legge di Dio, in quanto uccisione deliberata moralmente inaccettabile di una persona umana».

Ma noi semplici e poveri cristiani cosa stiamo facendo per DIFENDERE LA VITA? Cosa diciamo? Come ci comportiamo? Come lottiamo in difesa di essa?
Troppe volte siamo silenziosi o seguiamo la corrente. Seguiamo la “moda” di eliminare il problema con una sorta di “soluzione finale”….togliamo di mezzo il problema.

Quanti cattolici sono scesi in piazza per chiedere l’approvazione di una Legge a favore di aborto ed eutanasia! Quanti padri e madri di famiglia sono scesi a riempire piazze e strade per “gridare” questo “strano diritto” di libertà dimenticandosi della Legge di Dio! Certo…è duro essere cristiani e rispettare quanto Dio ha stabilito per noi, ma rende felici.
Troppe volte ci dimentichiamo i Comandamenti dati a Mosè sul Sinai. Diciamo che sono vecchi, fuori moda, non si usano più… E ci dimentichiamo che SONO L’UNICA COSA SCRITTA DA DIO e sono la Sua parola.

In Matteo 5,21-22 si legge:<< Avete inteso che fu detto agli antichi: "Non uccidere; chi avrà ucciso sarà sottoposto a giudizio". Ma io vi dico: Chiunque si adira con il proprio fratello, sarà sottoposto a giudizio>>. La vita umana è sacra perché, fin dal suo inizio, comporta l'azione creatrice di Dio e rimane per sempre in una relazione speciale con il Creatore, suo unico fine. Solo Dio è il Signore della vita dal suo inizio alla sua fine: nessuno, in nessuna circostanza, può rivendicare a sé il diritto di distruggere direttamente un essere umano innocente.

Con l’eutanasia il genere umano diventa nemico di suo fratello e di sua sorella. Diventa un carnefice che decide come fosse “dio”. Ritorniamo al dramma di Caino ed Abele…ricordate? Qui Dio che è Creatore e Padre dichiara in modo forte il dramma di questo atto scellerato: Che hai fatto? La voce del sangue di tuo fratello grida a me dal suolo! Ora sii maledetto lungi da quel suolo che per opera della tua mano ha bevuto il sangue di tuo fratello. L'uccisione volontaria di un innocente (che sia con l’aborto o con l’eutanasia) è gravemente contraria alla dignità dell'essere umano, alla «regola d'oro » e alla santità del Creatore. La legge che vieta questo omicidio ha una validità universale: obbliga tutti e ciascuno, sempre e dappertutto.

La vita è talmente meravigliosa al punto da togliere il respiro, a cominciare da quella vegetale: le piante, i fiori e le erbe che esprimono forme mirabili, colori splendidi, foglie e frutti diversificati nella loro specificità. Anche la vita degli animali nelle loro molteplici specie esprime la loro bellezza e operosità. Dio disse stupendamente: «Le acque brulichino di esseri viventi e uccelli volino sopra la terra... e Dio vide che era cosa molto buona» (Gen 1,20 ss)

Ogni uomo è unico e irripetibile e la sua vita ha un valore immensamente grande. Nessuno ha potere sulla vita degli altri e ognuno gode di diritti che devono essere garantiti.

Per ogni cristiano la vita è dono di Dio che, di essa, è il padrone assoluto. L’opera di Gesù è un continuo invito al rispetto e all’amore per la vita, vissuta in tutti i suoi aspetti. Egli stesso è la vita e vuole donare a chi lo accoglie la vera vita. Nella prospettiva cristiana, dunque, la vita non si limita all’aspetto fisico, ma ogni suo aspetto viene elevato dal livello biologico alla sfera spirituale caratteristica fondamentale dell’uomo. Tanto è vero che, sulla croce, Gesù sacrifica la propria vita fisica per donare all’uomo la vera vita, la vita eterna. Da una simile concezione della vita deriva una conseguenza di straordinaria importanza: nessun uomo è padrone della vita, né della propria né di quella di chiunque altro. La Chiesa, come MADRE, pone al centro del proprio insegnamento morale il rispetto e la tutela della vita umana in tutti i suoi momenti e in tutte le sue sfaccettature.

Più volte il Papa Francesco ha ribadito che la vita umana deve essere tutelata in ogni sua fase. Deve essere difesa e servita dal grembo materno fino all’età avanzata, quando è segnata dall’infermità e dalla sofferenza. Non si può distruggere e non deve essere oggetto di sperimentazioni o false concezioni. La vita è sacra perché è dono di Dio. Infatti il Papa ha chiesto più volte di pregare affinché sia sempre rispettata la vita umana, testimoniando così i valori evangelici specialmente nell’ambito della famiglia.

Dobbiamo avere il coraggio che viene dallo spirito di ANDARE CONTRO CORRENTE e di testimoniare con forza che la VITA E’ UN DONO e non un peso o un pacco da gettare quando non lo si vuole più.
Noi siamo Tempio santo di Dio.

Gianluca Pedrali