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QUANDO BATTEZZAI RAFFAELE

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  • 22/02/2021

MONS. LUIGI STUCCHI, VESCOVO AUSILICARE EMERITO DI MILANO, RIFLETTE SULLA GRAZIA DEL BATTESIMO, SACRAMENTO CHE SANTIFICA CHIUNQUE LO RICEVA

 

QUANDO BATTEZZAI RAFFAELE

 

Quando battezzai Raffaele, celebrai singolarmente, diversamente dalla prassi normale della celebrazione comunitaria del battesimo.

Non ricordo esattamente la data, ma era un pomeriggio domenicale, al termine mi dissero che durante la celebrazione un’auto dei carabinieri aveva stazionato sul sagrato. Poca gente in chiesa, mamma papà, padrino e poche altre persone. Niente curiosi.

Il Battesimo era stato preparato con diversi incontri personali con me: mamma e papà avevano chiaramente scelto di battezzare il proprio figlio nella fede della chiesa. Era stata una festa senza esteriorità, si era acceso un rapporto umano aperto alla fede. Avevamo percorso racconti di vita, di futuro. Tanto è vero che dopo poco tempo mamma e papà aspettavano un’altra creatura....nel segno della vita !

Ma il male, la violenza, forse un cosiddetto “codice di onore”, ovviamente falso e iniquo, ha armato la mano che, lungo la strada che scende dal rione Pineta verso Abbiate, ha tolto la vita al padre di quel bimbo battezzato e di quello ancora in attesa di nascere. Ho visto coi miei occhi lo strazio e il dolore, ho ascoltato il grido e il pianto in una notte gelida, ho visto raccogliersi un popolo composto e distrutto, vicino a Roberto sulla cui condizione di morte il vice procuratore della Repubblica, dottor Novara mi invitò a stendere la mano con una preghiera come benedizione, accompagnamento, perdono. Gesti e parole semplici per dire speranza nell’amore vero di Dio Padre su ogni sua creatura. Eravamo all’ospedale di Tradate.

Poi il silenzio. Il funerale al sud, nella sua terra. La comunità non ha smesso di pregare e sperare. Il cognome del bimbo battezzato, del papà ucciso, è lo stesso ovviamente del nonno morto in questi giorni: Cutolo.

Ora il bimbo è diventato grande, ha fatto e farà le sue scelte di vita, porterà sempre nel suo cuore l’impronta sacramentale dell’essere realmente figlio di Dio, diventato così dal fonte battesimale. Quella domenica, quel fonte a me tanto caro !

Pochi giorni dopo la morte violenta di Roberto la città ha sperimentato un altro dramma con la morte violenta di due giovani, trovati in un gelido mattino freddi come la neve che li aveva accarezzati fino all’alba di una città ancora ignara.
Pochi giorni dopo unico il funerale per entrambi i giovani, uno di Abbiate e uno di Lonate Ceppino insieme nella celebrazione in cui la chiesa oltrepassa la morte nel Risorto, riprendendo e ravvivando proprio la grazia del battesimo per prefigurare un futuro di luce e di speranza per tutti i figli di Dio, spesso dispersi, ma tutti pensati e amati dentro un unico disegno.

Qualcuno potrà anche domandarsi: perché riaprire pagine dolorose ? Proprio perché sono state pagine sofferte e non vanno sciupate smarrendone la memoria.
Oppure: ma in quale contesto si possono riconoscere presenti le condizioni sufficienti per celebrare il Battesimo ? Io penso che la condizione fondamentale non è da cercare e giudicare nella vita degli altri come una pretesa o una prova di qualità da garantire prima.

La condizione necessaria sta invece nella nostra disponibilità ad accogliere per camminare insieme chiunque entra e viene in contatto con noi o, meglio ancora, che noi stessi andiamo a cercare, ad accogliere, con rispetto, con desiderio di conoscere per condividere e crescere insieme.
Una chiesa che ama, che accoglie, che esce a cercare di alimentare la speranza.

Oppure ancora: possiamo veramente fidarci ? Qualcuno potrebbe davvero cambiare la vita in profondità? Anche dopo anni dal giorno del suo battesimo ?
Non ci sono risposte automatiche alla prova del nove.
C’è solo la libertà umana in cammino e la grazia del Signore che la illumina e la orienta. Al bene, sempre, per tutti. Anche nelle situazioni più difficili. Anche quando sembra impossibile. Anche nel dolore più profondo.
Ogni vita è preziosa agli occhi di Dio, al cuore del Padre, al volto del Signore, a ogni uomo e donna veri nell’amore.

+ Luigi Stucchi