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Quando ci si mette dinnanzi a Gesù Eucaristia si diventa santi

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  • 22/09/2020

Il milanese Carlo Acutis, morto a 15 anni, sarà beatificato ad Assisi il 10 ottobre prossimo

 

Quando ci si mette dinnanzi a Gesù Eucaristia si diventa santi

 

La profezia conciliante di Isaia – in ogni epoca – trova una specifica declinazione: «Il vitello e il leoncello pascoleranno insieme e un fanciullo li guiderà» (Is 11,6). Conduttori scelti si passano il testimone. Il nostro tempo, per grazia, è chiamato ad assistere al connubio tra il virtuale del web e la Presenza reale dell’Eucaristia. Anche in questo caso è un giovane ad aver ricevuto la vocazione per l’impresa.

Si tratta del milanese Carlo Acutis – morto nel 2006, a 15 anni – che sarà beatificato ad Assisi il prossimo 10 ottobre. La sua passione per internet ha trovato persino citazione pontificia. Scrive Francesco nell’esortazione apostolica Christus vivit: «Lui ha saputo usare le nuove tecniche di comunicazione per trasmettere il Vangelo, per comunicare valori e bellezza. Non è caduto nella trappola».

La sua vigilanza si è forgiata alla scuola della Eucarestia, che frequentava ogni giorno. Per Carlo, come affermato da egli stesso, l’Eucaristia è stata la sua «autostrada per il cielo»; convinto com’era che quando «ci si mette di fronte al sole ci si abbronza… ma quando ci si mette dinnanzi a Gesù Eucaristia si diventa santi». Ha realizzato persino una mostra, online, sui miracoli del Pane celeste (www.miracolieucaristici.org).

Il kit spirituale cui attingeva, e che consigliava agli amici, prevedeva strumenti facilmente disponibili: un desidero grande di santità, messa, comunione e rosario quotidiano, una razione giornaliera di Bibbia, un po’ di adorazione eucaristica, la confessione settimanale, la disponibilità a rinunciare a qualcosa per gli altri. La sua fama di santità è esplosa, in maniera improvvisa e virale, a livello mondiale. Centinaia di siti lo rilanciano. L’acqua cristallina, pur nel turbinio del web, si distingue. L’autenticità di vita si propone, come esemplare, da sé. Tanto più, quando il palco della esistenza è davvero feriale. Come quello di molti. Le giornate di Carlo sono trascorse tra i ragazzi del catechismo, i poveri alla mensa Caritas, i bambini della parrocchia di Santa Maria Segreta in Milano. Suonava il sassofono, giocava a pallone, progettava programmi al computer, si divertiva con i videogiochi, guardava film polizieschi, girava filmini con i suoi cani e gatti. Oltre a studiare, naturalmente: ha frequentato la scuola dell’obbligo presso l’istituto milanese delle suore Marcelline e il liceo dei Gesuiti “Leone XIII”.

Nel 2006 si ammalò di leucemia fulminante. Morì il 12 ottobre presso l’ospedale San Gerardo di Monza, dopo aver offerto le sue sofferenze per il Papa e per la Chiesa.

Nel 2016 il cardinale Angelo Scola, allora Arcivescovo di Milano, chiuse la fase diocesana del processo canonico. Causa poi trasferita ad Assisi. Il miracolo attribuito ad Acutis, che ha determinato la beatificazione, è avvenuto in Brasile. Fa riferimento alla guarigione di un bambino in fin di vita.

La generosità verso i bisognosi – significata dal miracolo – ha trovato pratica lungo tutta la sua breve esistenza. Esplicito, per esempio, è stato il suo riferimento a Francesco e ai luoghi cari al Santo umbro. Per tale motivo Carlo è stato sepolto subito nel cimitero di Assisi. E poi traslato nel Santuario della Spogliazione della stessa cittadina.